SEO On Page: guida per ottimizzare un sito

Ultima modifica il 8 Febbraio 2019 at 22:28

on 2 Febbraio 2019 SEO with 0 comments

 
Se conosci anche solo un pochino l’ottimizzazione per i motori di ricerca avrai sicuramente sentito parlare di SEO On page.

Che tu voglia creare un sito web o che voglia ottimizzarne uno già esistente, in questa guida ti spiegherò cos’è l’ottimizzazione On Page (On site) e quali sono gli aspetti che devi assolutamente tenere in considerazione per primeggiare su Google.

Seo On page e Off page

Prima di addentrarci nel pieno dell’articolo è doveroso accennare brevemente la differenza tra SEO On Page e Off Page. Come avevo già spiegato nella mia pagina introduttiva alla SEO (Search Engine Optimization), esiste una distinzione di approccio tra le due strategie/terminologie.

La SEO on Page, definita anche SEO On Site, è il punto di partenza indispensabile per ottimizzare un sito web per i motori di ricerca e comprende tutte quelle attività che vengono svolte sul sito. Tra queste annoveriamo: miglioramento velocità del sito, struttura degli url, contenuti ecc.

La SEO off Page comprende invece tutte quelle azione volte a migliorare il ranking di un sito nelle SERP di Google tramite attività esterne come azioni di link building, digital pr  ecc.

Una precisazione: nella maggior parte dei casi la terminologia On Site e On Page è utilizzata come sinonimo. Anche se nell’articolo non farò differenze, personalmente associo più il concetto di On Site legato agli aspetti più tecnici che toccano il sito in generale (pulizia codice, cache, minify css). On page lo associo maggiormente all’ottimizzazione della singola pagina lato tecnico e soprattutto al SEO Copywriting.

 

Come eseguire l’ottimizzazione SEO On page di un sito web

Da questo punto in poi ti elencherò tutti gli aspetti fondamentali per ottimizzare al meglio il sito per i motori di ricerca e per avere di conseguenza una base solida per iniziare a compiere qualsiasi attività online.
 

Ricerca parole chiave

Una buona keyword research è la base per capire come gli utenti cercano i servizi e i prodotti legati al tuo business.
Come già spiegato nel mio tutorial sulla ricerca delle parole chiave, uno studio approfondito ti permette di delineare le tematiche che il tuo sito deve affrontare in termini di struttura e di contenuti. Dalle keyword, dai volumi di ricerca e dalla competition in SERP puoi capire quali parole sono più rilevanti di altre e quali utilizzare e replicare all’interno del menu, in pagine precise del sito o negli articoli del blog.

Associare quindi una tematica precisa a ogni singola pagina ti aiuta nel posizionare un determinato contenuto per una o più query di ricerca.

 

La struttura del sito e del menu

Dalla ricerca delle parole chiave arriviamo all’aspetto che reputo più importante di tutta l’ottimizzazione SEO On Page ovvero la creazione della corretta struttura del sito.

Come l’architetto parte dalle fondamenta per disegnare una casa, anche il SEO Specialist deve essere in grado di creare, a supporto del programmatore, una struttura di menu e di logica di navigazione forte e ben bilanciata.

Capita ancora di vedere siti web completamente destrutturati e non pensati per l’utente e per il motore di ricerca, con pagine orfane al loro interno, pagine completamente inutili per l’utente, o con con thin content, posizionate in zone più o meno rilevanti.
 

Struttura in ottica SEO

Una struttura pensata in ottica SEO e utente (UX) permette di avere questi vantaggi:

  • miglior usabilità in termini di logica di navigazione da parte dell’utente
  • chiarezza e rilevanza nel presentare i contenuti reputati importanti
  • migliore comprensione dei percorsi di navigazione da parte di Google Bot
  • miglior risparmio di budget di crawling

 
Pensare già prima della pubblicazione online di creare un sito con la giusta gerarchia di pagine a livello di struttura e di menu è sicuramente il punto di partenza principale per ottimizzare un sito per i motori di ricerca.

Riprendendo la metafora dell’architetto immaginati se questo, dopo aver fatto costruire un palazzo, inizia ad aggiungere balconi e terrazzi che non erano stati progettati dall’inizio. Riuscirà ad aggiungerne 2 o 3 ma poco dopo la casa potrebbe iniziare a sbilanciarsi e scricchiolare.
Lo stesso può accadere al tuo sito se dovessi aggiungere e far indicizzare pagine, categorie, tag, landing page senza nessuna logica e senza una buona link building interna.
Se vuoi approfondire questo esempio ti consiglio il mio articolo sulla gestione di tag e categorie!
 
Dalle parole chiave quindi seleziona le tematiche e pensa alle divisioni possibili da fare almeno per le pagine prodotti e servizi. Oltre alle solite pagine fondamentali come Chi Siamo e Contatti struttura una navigazione a silos per i tuoi prodotti/servizi o per le pagine che meritano particolare attenzione.

Esempio:

  • Serramenti
    • Serramenti pvc
    • Serramenti alluminio
    • Serramenti in legno
  • Porte
    • Porte interne
    • Porte blindate
    • Porte garage

 

Strutturare gli URL

Dalla struttura del menu si arriva a quella degli URL, altro aspetto importante per una buona ottimizzazione SEO On Page.
Gli URL naturalmente devono essere SEO Friendly, evitando in assoluto URL numerici, query o codici, che leggendoli, non fanno capire cosa la pagina tratta.
Quando si parla di creazione degli URL nasce sempre la diatriba tra indirizzi con nome pagina “secco“ (esempio nomesito.it/scarpe-da-ginnastica/) o preceduti da categoria (esempio: nomesito.it/scarpe-sportive/scapre-bianche/).

Per esperienza posso dire di non aver notato grandi differenze, il tutto dipende dalla tipologia di sito web e dalla sua grandezza.
Se parliamo ad esempio di un e-commerce, con un numero di prodotti contenuto, il mio consiglio è in linea di massima quello di strutturare gli URL con categoria e sottocategore, e di lasciare libero da gerarchia il nome prodotto, oppure distinguerlo con la “folder” /prodotto/nome-prodotto/.

Per comodità in caso di spostamento del prodotto da una categoria A alla B non si è obbligati a fare un redirect 301.

Esempio:

nomesito.it/serramenti/
nomesito.it/serramenti/pvc/
nomesito.it/prodotto/serramenti-pvc-bianchi/

Credo infatti che, lato Google e SEO, non ci sia tanta differenza di preferenza tra indirizzi con categoria o senza categoria. La categoria invece può essere utile per una facile gestione delle sezioni e delle pagine lato back-end. Inoltre la gerarchia può essere ripresa dai breadcrumbs inseriti in pagina.

 

ottimizzazione SEO on page link url
 

Inserire i breadcrumbs

I breadcrumbs sono un elemento fondamentale della SEO On Page. Definite “briciole di pane”, sono delle stringhe di link che inserite in pagina permettono all’utente di navigare a ritroso tra una sezione e l’altra. Utili all’utente rispettano le buone regole della User Experience, e sono utili al motore di ricerca soprattutto se utilizzate con schema.org perchè gli consentono di far capire la gerarchia della pagina.

Proprio come dichiarato da Google gli utenti possono arrivare alla pagina da differenti percorsi e il breadcrumbs li aiutano nella navigazione. Inoltre Google utilizza il markup breadcrumbs nel corpo di una pagina al fine di classificare le informazioni dalla pagina nelle SERP dei risultati di ricerca.

 

Markup di Schema.org

Entriamo un po’ più nel tecnico dell’ottimizzazione On Site di un sito web. Google da diverso tempo ha inserito un sistema per strutturare i dati di un sito: Schema.org.

Questi dati forniscono una sorta di vocabolario univoco ai motori di ricerca per interpretare elementi di un sito e renderli loro più comprensibili.
Schema.org è un sistema molto dettagliato e complesso, che richiede buone doti di programmazione, in particolare conoscenza di J-SON, per inserire questi dati strutturati nel sito.
Se non sei esperto di programmazione in rete, a seconda del CMS o della tecnologia con cui il sito è sviluppato, sono reperibili diversi plugin che possono aiutarti nell’inserire questi dati. Oppure fatti aiutare con questo strumento direttamente da Google.

Ricorda che generalmente i markup ora più utilizzati sono:

  • Web Site
  • Organization/Person
  • Local Business
  • Product & Offer
  • Article
  • Video
  • Recipe
  • Blog Post
  • Contact
  • Breadcrumbs
  • Speakable versione Beta (ne avevo già parlato in questo articolo sulla Voice Search SEO)

 

Link building interno

Quando si parla di percorsi di navigazione chiari, rilevanti e logici non si può non far riferimento al concetto di link building interno.
Linkare le pagine importanti di un sito aiuta non solo a creare percorsi di navigazione utili all’utente e portarlo dove si desidera, ma anche per dare rilevanza ad esse sul motore di ricerca.

Un consiglio ed esempio: quante volte ti è capitato di perdere raking su Google con un articolo del blog pubblicato da molto tempo? L’articolo poteva trovarsi in una posizione importante o privilegiata all’interno del tuo sito ma poi è stato “superato” da altre pagine più recenti. Provare a linkare questa pagina in perdita da nuovi articoli, dalla home o da una zona importante e cliccata potrebbe farla ritornare ad essere più visibile anche in SERP.
 

Sitemap.xml

Per comunicare ai motori di ricerca la gerarchia e la presenza di determinati URL è sempre utile inviare tramite la Google Search Console la sitemap.xml del tuo sito, un elemento indispensabile della SEO On Page.
All’interno di essa devono essere presenti gli URL importanti che intendi far scansionare e indicizzare.
Oltre alla sitemap in xml potresti aggiungere anche quella in versione html, soprattutto per i siti di grandi dimensioni. Personalmente credo che in alcuni casi possa aiutare l’utente a orientarsi all’interno delle sezioni del sito.
Verifica sempre che nel tuo sito ci sia quindi la sitemap.xml, che venga aggiornata periodicamente e che contenga gli URL e le sezioni che meritano di essere indicizzare e posizionate.

ottimizzare un sito on page

 

Robots.txt

Avendo parlato di URL e di indicizzazione di un sito web arriviamo ora al robots.txt.
Questo file in formato .txt fornisce delle direttive a Google su quali pagine e sezioni scansionare. Nei paragrafi precedenti ho accennato il concetto di budget di crawling.

Attraverso questo file è possibile quindi evitare di far scansionare sezioni del sito che non vuoi che vengano indicizzate e di conseguenza scansionate.
Questo è un file molto delicato da lavorare, di conseguenza stai attento alle direttive che vengono inserite al fine di evitare errori o gravi de-indicizzazioni.

 

Rel Canonical

Il rel canonical è un tag che è molto importante per la buona salute di un sito web. Questo sistema permette, in parole davvero semplici, di gestire i duplicati, ovvero pagine con contenuto simile/uguale ma URL diversi.
Ad esempio se in un sito esistono diverse pagine con contenuti uguali tra loro, come pagine con versione mobile e desktop, per Google è come se esistessero versioni duplicate della stessa pagina (Guida di Google al canonical). Spesso questo accade spesso nei siti ecommerce per quanto riguarda la gestione dei colori dei prodotti.
Grazie al rel canonical è però possibile gestire in tranquillità questa situazione.

Nel CMS come WordPress il canonical è presente di default ed è gestibile dai plugin SEO come Yoast. Spesso però nei CMS custom o siti in html non è gestito e implementato nel modo corretto. Il canonical come concetto è semplice da capire ma a livello di implementazione causa spesso dei problemi. Presta quindi attenzione.

 

Ottimizzazione delle immagini

Elemento fondamentale della SEO on page è sicuramente quella relativa all’ottimizzazione delle immagini.
Inserire immagini delle giuste dimensioni, compresse e rinominate nel modo corretto porta benefici sia al motore di ricerca sia all’utente.
Oltre al nome del file dell’immagine e alla dimensione di essa è altamente consigliato inserire l’attributo alt e title nell’html – ovvero il testo alternativo e il titolo dell’immagine.

Avere immagini compresse aiuta moltissimo a mantenere il sito veloce, cosa sempre più apprezzata dal motore di ricerca.
 
Leggi la guida completa all’ottimizzazione delle immagini per il web.

 

Velocità del sito

Aspetto sempre più importante e rilevante nell’ottimizzazione on page è soprattutto quello legato alla velocità del sito. Un sito lento è poco fruibile e sicuramente offre una cattiva esperienza utente e non avrà successo nelle SERP di Google.
Per questo la velocità è diventata per Google un fattore di ranking ed è importante porre attenzione a questo aspetto.

Puoi utilizzare software che ti aiutano nell’analisi del sito e che ti suggeriscono i punti da migliorare. Alcuni di questi sono: GT Metrix, Light House e Page Speed Insight di Google e Web page Test.

Le classiche problematiche che generalmente rallentano i siti web sono le seguenti:

  • Enable gzip compression
  • Serve scaled images
  • Optimize images
  • Defer parsing of JavaScript
  • Minify JavaScript & CSS
  • Remove query strings from static resources

 
Alcune di queste sono facilmente risolvibili con poche righe di codice da inserire all’interno ad esempio del file .htaccess, altre invece sono facilmente gestibili perchè riguardano le immagini e la loro dimensione e peso, altre invece hanno bisogno del supporto di un programmatore.

 

seo on page velocita sito

 

Mobile first index

Tra marzo e luglio 2018 Google ha annunciato il roll-out del Mobile First Index. Da quel momento Google prende in considerazione prima la versione mobile del sito e poi quella desktop e da li ne stabilisce il ranking su Google. Come dichiarato da Google l’indicizzazione prioritaria è sui contenuti mobile.

E’ quasi scontato dirlo ma il tuo sito deve essere responsive e ben ottimizzato anche per il mobile.

 

Title, meta description, header tag

Arriviamo ora agli elementi più famosi dell’ottimizzazione SEO On Page ovvero i tag title, meta, description e header tag.
Brevemente:

  1. Title: ogni pagina deve avere un title – un titolo che identifica in una frase di circa 50/65 caratteri il contenuto della pagina – che deve essere unico e univoco in tutto il sito web. E’ ancora un buon fattore di ranking che può far la differenza in SERP. Se scritto bene può aumentare il CTR della pagina.
  2.  

  3. Meta description: non più fattore di ranking rilevante come qualche tempo fa, ma può influire sul CTR. Nella maggior parte dei casi suggerisco di compilare la description ma Google potrebbe comunque decidere di mostrare quella che lui ritiene più idonea per una determinata Query. Naturalmente non devono esserci duplicati nel sito.
  4.  

  5. Header Tag: i famosi tag H1 – H2 – H3. Mi fermo qui, perchè reputo questi i più rilevanti lato SEO.
    Il tag H1 è il tag importante della pagina, generalmente si consiglia di utilizzarne solo uno per pagina poiché rappresenta il titolo principale, ma non c’è nessuna regola che vieta di utilizzarne un altro in pagina se le condizioni lo consentono. Nei siti one page ad esempio, in cui si trattano due argomenti diversi ma dello stesso “peso” si può tranquillamente utilizzarne due o più per dividere gli argomenti.
    Il tag H2 – è il sottotitolo dell’h1 e serve a dividere la pagina in ulteriori paragrafi e sezioni, mentre l’h3 è un sottotitolo dell’h2.

 
Esempio:

  • Titolo h1
  • Sottotitolo h2
  • Sottotitolo h3
  • Sottotitolo h3
  • Sottotitolo h2
  • Sottotitolo h2

 

SEO Copywriting

Parlando di ottimizzazione SEO On Page, non si può non pensare ai contenuti e al SEO copywriting, aspetto fondamentale e importantissimo per il posizionamento di un sito. Scrivere contenuti interessanti e che portino davvero valore al sito fa sicuramente la differenza nelle SERP. Linkare fonti autorevoli esterne è anche questa una buona prassi per permettere ai tuoi utenti di approfondire ciò che stanno leggendo.

E quanto devono essere lunghi gli articoli o i testi delle pagine? Nessuna specifica sulla lunghezza. Non esiste nessuna regola magica, un contenuto si posiziona per la qualità e se riesce a soddisfare i giusti intenti di ricerca dell’utente e non per la lunghezza del testo.

 

Evita gli errori

Evita errori che possono inficiare sul posizionamento. Attenzione agli URL rotti, ai loop di reindirizzamento e diffida immediatamente da chi ti consiglia ancora oggi tecniche di keyword stuffing, di nascondere il testo con lo stesso colore dello sfondo o in generale attività di sovra ottimizzazione. Per controllare che tutto sia corretto potresti crearti una SEO On Page checklist utilizzare dei tool che ti supportano in questo.
 

Tool

Per fare l’analisi di un sito, oltre all’esperienza, esistono però anche tool veloci, o meglio estensioni da browser, che ti aiutano ad avere a vista d’occhio una panoramica quasi completa degli aspetti fondamentali della SEO On Page da tenere in considerazione. Per Chrome consiglio l’estensione SEO Quake, per Safari SEO Doctor. Semplici, veloci, ti aiuteranno nel tuo lavoro!
 

Conclusione

Ho voluto creare questa guida perchè credo che la SEO On Page e in generale l’ottmizzazione On Site sia la base per iniziare ad intraprendere ogni attività online. E’ uno dei fattori principali della Search Engine Optimization che, supportata da una buona strategia Off Page, rende il tuo progetto completo e performante.
 
 

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